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Serlone II d'Altavilla
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mwbqSerlone d'Altavilla, conte di un quarto di Sicilia (fr.: Serlon de Hauteville; lat.: Sarlo/Serlo de Altavilla; Hauteville-la-Guichard, 1040 circa – Nissoria, 1072), è stato un cavaliere medievale normanno, secondo un'antica tradizione I conte di Geraci.

Contents

Note

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Biografia

Serlone II d’Altavilla nacque intorno al mwdw1040 dal matrimonio tra mweaSarlo I e la figlia del signore di mweqPirou. Serlone raggiunse intorno al 1056 i fratelli del mwegpadre, che a differenza di questi era rimasto in Normandia, nel meridione italiano, con lo scopo di dar man forte proprio agli zii nella guerra per la conquista della mwewSicilia. Nel 1060 fu nominato luogotenente dallo zio mwfaRoberto il Guiscardo e spesso dimorò presso lo zio mwfqRuggero in Calabria, nella capitale mwfgMileto.

Serlone fu un abilissimo uomo d’armi, protagonista di molte imprese militari, spesso contro i saraceni, che evidenziarono il suo grande valore in battaglia.

Nel mwgq1063, quando Ruggero espugnò la città di mwggGeraci Siculo, a seguito della mwgwbattaglia di Cerami in cui Serlone si distinse valorosamente contro i saraceni, la diede in vassallaggio al nipote, originando la mwhaContea di Geraci. A Cerami infatti, secondo Malaterra (cap. 33.) trentasei cavalieri normanni guidati da Serlone tennero testa a tremila cavalieri musulmani, affiancati da molti fanti ("mwhwexceptis peditibus, quorum infinita erat multitudo"). Arrivati altri cento militi normanni di rinforzo, i normanni sbaragliarono i saraceni: si disse, a battaglia finita, che mwiasan Giorgio, risplendente di luce, aveva galoppato innanzi ai cristiani per guidarli alla vittoria.cite-ref-1[1]

Serlone fu investito della metà della contea di Sicilia, insieme al compagno d'armi Arisgot de Pucheuil. In un documento del 1081, Serlone donava all'mwjgabbazia della Santissima Trinità di Mileto diversi beni situati a mwjwGerace, Soreto e mwkaSerrata, in Calabria.

Il mwkgMalaterra racconta che un giorno capitò a Serlone di salvare da morte certa un soldato musulmano, di nome Ibrahim, sorpreso da un gruppo di Cristiani. Ibrahim fu assai grato al cavaliere Normanno per aver risparmiato la sua vita, tanto che gli promise la sua fedeltà e soprattutto di avvertirlo delle mosse dei saraceni, per evitare che il suo esercito potesse essere vittima di incursioni a sorpresa. Nell'estate del mwkw1072 Ibrahim informò Sarlo che una squadra araba di 7 cavalieri sarebbe passata da mwlaCerami a mwlqEnna. Fidandosi del presunto amico egli si diresse alla rincorsa dei saraceni quasi disarmato, accompagnato da diversi compagni, pensando che la battaglia si sarebbe conclusa con una vittoria fulminea. Tuttavia Ibrahim aveva tradito la promessa fatta a Serlone, il quale infatti nei pressi di mwlgNissoria incontrò uno schieramento di tremila arabi, ritrovandosi circondato nella valle del Salso, a breve distanza dalla confluenza del fiume Cerami. Nonostante apparentemente il suo destino fosse segnato, Serlone non si rassegnò alla morte e si arrampicò su una grande rupe, dove con la difesa naturale alle spalle fece strage di nemici. Dopo una strenua e valorosissima resistenza il cavaliere cristiano tuttavia morì. La storia narra che i saraceni ne mangiarono il cuore per incorporarne il coraggio e spedirono la testa al sultano mwlwTamim ibn al-Mu'izz, che la fece sfilare, conficcata in una picca, per le strade di mwmaMahdia.

Da allora la grande rupe d'arenaria sulla riva sinistra del Salso (sita nel territorio del comune di Nissoria), sulla quale i normanni avevano inciso una grande croce, fu chiamata dagli arabi “Hagar Sârlû”, "Rocca" o "Pietra di Serlone" (Rocca di Sarru nel dialetto locale).

Discendenza

Serlone II sposò Altrude, la figlia di mwnqRodolfo di Moulins, conte di mwngBoiano, e - sempre secondo la tradizione - ebbe due figli: Eliusa d'Altavilla e Sarlo III d'Altavilla.

Eredità

Alla morte di Serlone la sua vedova fu, per volontà di Ruggero I, data in moglie ad un altro cavaliere normanno di origine non nobili, Angelmaro (mwowIngelmarus), che ereditò tutti i feudi del defunto Sarlo e fu elevato a nobile. Tuttavia, passato non molto tempo, Angelmaro tentò di ribellarsi a Ruggero, che dopo averlo sconfitto, restituì alla vedova e ai figli i possedimenti del padre.cite-ref-2[2]

Geraci andò poi ai da Craon; nel XII secolo Guglielmo da Craon sposò Rocca, figlia di Eliusa e di Ruggero de Barneville.cite-ref-3[3]

Note

cite-note-11. Da considerare, anche se le fonti tacciono, la presenza di fanti anche da parte dei Normanni: normalmente la tattica normanna prevedeva arcieri e balestrieri in prima linea, fanti armati di giavellotti in seconda e lo squadrone di cavalleria pesante, detto mwswconroi, in terza. Oltre al mwtaconroi di trentasei cavalieri, Serlone poteva probabilmente contare su un centinaio di mwtqservientes a cavallo senza armatura, costituiti forse da truppe mwtgberbere. mwuaMalaterra racconta (cap. 46.) che Serlone sarebbe stato adottato dal nobile musulmano Ibrahim: Cristopher Garrett, mwwaNorman Knight, Oxford:Osprey Publishing, 2004, p. 63. Su musulmani, greci, slavi, longobardi e calabresi assoldati dagli Altavilla come truppe ausiliarie per la conquista di Sicilia vedi Cristopher Garrett, David Nicolle, mwwqThe Normans: warrior knights and their castles, Oxford:Osprey Publishing, 2007, pp. 52-55.
cite-note-22. mwxq(mwxgmwxwLAmwya) mwyqMalaterra, L. III, XXXI, su mwygthelatinlibrary.com
cite-note-33. La Eliusa moglie di Ruggero de Bernaville, erede dei beni di Geraci e antenato dei da Craon, è persona diversa dall'omonima figlia di Serlone: era infatti figlia di Roberto de Carreaux e di Rocca, a sua volta figlia di Drogo d'Altavilla, zio di Serlone II. Vedi le fonti relative alla voce Contea di Geraci.

Bibliografia

• mwaqGoffredo Malaterra, mwagRuggero I e Roberto il Guiscardo; premessa al testo, traduzione e note di Vito Lo Curto, Cassino 2002.
• mwbaGuglielmo di Puglia, mwbqLe gesta di Roberto il Guiscardo, introduzione, traduzione e note di Francesco De Rosa, Cassino 2003.
• mwbwFerdinand Chalandon, mwcaHistoire de la domination normande en Italie et en Sicile, Parigi 1907. Ed. it: mwcqStoria della dominazione normanna in Italia ed in Sicilia, trad. di Alberto Tamburrini, Cassino 2008. ISBN 978-88-86810-38-8
• mwdaJohn Julius Norwich, mwdqI Normanni nel Sud 1016-1130. Mursia: Milano 1971 (ed. orig. mwdgThe Normans in the South 1016-1130. Longmans: London, 1967).
• mweaRuggero I, Serlone e l'insediamento normanno in Sicilia. Atti del convegno internazionale di studi (Troina, 5-7 novembre 1999) raccolti da Isidoro Giannetto e Massimiliano Ragusa; a cura di Salvatore Tramontana. Troina 2001.

Voci correlate

• mwfaNormanni
• mwfgAltavilla

Collegamenti esterni

• mwggLa morte di Serlone su mwgwwww.nysura.it